Cosa sono gli Cfd trading ?



Uno degli strumenti per il trading meno conosciuti sono i CFD, ossia i Contratti per Differenza, strumenti che si utilizzano in diversi tipi di mercati. Vi sono mo,lte piattaforme in Italia dove è possibile fare trading con questi strumenti, uno di questi è sicuramente gtcm. Un aspetto interessante dei cfd è che essi sono strumenti a leva, ciò comporta anche che per acquistare gli strumento è possibile anche depositare soltanto una percentuale del loro valore. Il suggerimento più ovvio per evitare disastri in caso di perdite è quantificare prima di depositare le percentuali quanto avete a disposizione per muovervi. Se la percentuale è vicina al valore del complessivo del vostro conto, lasciate perdere. Assicuratevi di essere sempre coperti in caso di perdite.

Cfd trading

I CFD sono movimenti che si generano da altri strumenti finanziari. Ad esempio da azioni. Il fatto interessante è che non dovete possedere gli strumenti sottostanti per fare trading, ma, nel caso in cui li possediate, i vostri guadagni potrebbero essere doppi. Nel calcolo di perdita o guadagno, c’è un’ulteriore voce: le commissioni. Il prezzo è lo 0,08% della posizione. Inoltre se mantieni una posizione dopo le 23 italiane, ossia dopo la chiusura della borsa di New York, dovrai anche pagare un Costo di mantenimento, fissato per ogni titolo ricavabile dalle tabelle che trovi sui siti web specializzati.

Il ban del Belgio



E’ notizia recente però, che il mercato dei CFD, insieme al forex sembra esser stato bandito in Belgio. Perché? Innanzitutto, vediamo quali elementi sono stati messi al bando: CFD, il forex, le opzioni binarie ,. L’obiettivo, chiaramente è di eliminare dal mercato i partecipanti che riescono a sfuggire dalla regolamentazione, si tratta di una operazione richiesta dal settore, dove le truffe e gli illeciti impedivano ormai ai traders regolari di poter fare il proprio lavoro. Il problema è stato avvertito anche in Francia dove la pubblicizzazione di questi strumenti finanziari è stata eliminata, proprio per tante di arginare il problema.

Certo, l’operazione in sé non è scevra da conseguenze: eliminare questo tipo di strumenti estromette si gli operatori illeciti, ma anchechi, attraverso il commercio onesto in questi segmenti di mercato, faceva soldi puliti. Inoltre, la medicina potrebbero essere ancora peggiore del male, in quanto alcuni analisti hanno evidenziato il rapporto tra liquidità e finanza online, e hanno agitato lo spauracchio di una crisi economica.

Ad ogni modo, i problemi del trading online sono molti e molto simili in tutta Europa ma non solo. Il Belgio è stato il primo paese europeo a prendere questo tipo di decisione, ma altrove si era già sperimentato qualcosa di simile. In Australia infatti è stato creato un sistema automatizzato che riconosce, in base a determinati parametri, gli elementi nefasti nei mercati e li banna dal sistema. Il mercato online è stato così “ripulito” senza gravi danni per i traders o per l’intera economia. Chissà che lo study case australiano non possa dare lezioni a noi europei su come contenere i problemi della finanza online.